CHIESA DI S. MARIA DELL’ASSUNTA

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La mappa rappresenta la facciata ed il campanile della chiesa di S. Maria dell’Assunta, nel complesso dell’Abbazia di Mirasole ad Opera (MI).

Segni convenzionali

  • Le linee spesse disegnano alcuni elementi in primo piano come la sagoma della facciata, la linea del tetto, il cornicione, il fregio e le cuspidi, le finestre e parte di un’arcata;
  • le linee sottili disegnano gli elementi in secondo piano come il campanile ed i suoi dettagli;
  • le superfici piene a rilievo raffigurano alcuni dettagli della facciata: i portali, l’oculo, la parasta destra.

La facciata

Disponete la mappa in verticale con in alto a destra il riquadro del codice QR. Troverete così lungo il lato inferiore la scritta “Chiesa S. Maria dell’Assunta” in nero e braille.

Percorrete ora il foglio con entrambe le mani dall’alto verso il basso. Dovreste rapidamente riconoscere, nella parte superiore del foglio, la forma a capanna del tetto della chiesa. Nella parte centrale, continuando verso il basso, vi sono i pieni a rilievo di oculo (rotondo) e portale (rettangolare). Sul lato destro, invece, alcuni elementi verticali, sia pieni che disegnati in linee sottili, paralleli al lato del foglio. Parallelamente al lato inferiore del foglio troviamo la spessa linea di terra, che se seguiamo verso sinistra si ricollega al lato della facciata, di cui così comprendiamo la sagoma complessiva.

La chiesa è un esempio di architettura tardogotica, che deve la sua forma attuale alla ricostruzione della prima metà del quindicesimo secolo, nonché ad alcuni lavori di restauro degli anni ’60 del Novecento, che hanno ripristinato alcuni elementi caratteristici di questo stile sobrio ma elegante.

La chiesa è a navata unica, come si può evincere dalla sua caratteristica forma a “casetta”, con il tetto triangolare a capanna. Riprendiamo proprio dall’alto e seguiamo le due linee spesse inclinate del tetto: sentiremo che al centro, dove si incontrano, vi è una sorta di protuberanza a punta. È una cuspide in mattoni decorativa.

Ve ne sarebbero tre, ai tre “vertici” del triangolo isoscele i cui due lati uguali compongono il tetto: possiamo trovare quello di destra seguendo fino in fondo il filo della copertura, anche se è incorniciato da altre linee di cui parleremo più avanti. Quella di sinistra invece non compare, anzi la falda sinistra ci appare più corta, tronca: questo perché, guardando la facciata frontalmente, parte di essa apparirebbe coperta da uno dei lati del chiostro, che vi si sovrappone. La cuspide quindi c’è, ma non si vede: scompare dietro a quest’altro edificio, che però qui non è rappresentato.

Sempre seguendo il cornicione del tetto, sentiamo le righe della modanatura (essenzialmente una decorazione a “scalini”) e, nel suo lato inferiore, troviamo una sorta di ricamo che corre lungo le falde: è un festone semplice, ad archetti di colore rosso vivo, che contrasta con il colore più chiaro del resto della facciata, sempre in mattoni ma in gran parte ricoperta di malta. Scendendo lungo la facciata, invece, al centro poco sotto al colmo del tetto troviamo tre sagome di finestre ad ogiva, ovvero chiuse in alto da un arco a punta: questo è un tratto caratteristico dell’architettura gotica, protesa verso l’alto. La finestra centrale, più grande, è murata; le due laterali, più piccole, sono invece aperte.

Continuiamo a scendere e troveremo una forma circolare a rilievo: è l’oculo, fatto a cornici concentriche scanalate sempre di mattoni rossi. Scendendo ancora, al centro troviamo il rilievo che disegna il portale, dalla forma particolare: possiamo individuare innanzitutto una spessa cornice i cui stipiti, però, svettano al di là dell’architrave con due “cappelli” decorativi in pietra. Un ingrossamento sporgente al centro dell’architrave è rappresentato con una linea più sottile.

Questa struttura decorativa, ricoperta di malta chiara, incornicia quello che è il portale vero e proprio: al suo interno possiamo individuare un’altra cornice a rilievo e con sagoma dell’architrave leggermente arcuata, stavolta in mattoni rossi, sempre scanalati. La linea sottile al suo interno disegna la porta a due ante.

Sul lato destro della facciata troviamo una lunga sagoma verticale piena: questo è un piedritto, ovvero il pilastro laterale della facciata che ci appare come una colonna in mattoni, grazie al suo capitello decorato in cui proseguono la modanatura del cornicione ed il motivo decorativo ad archetti, che troviamo ad interrompere la superficie piena a rilievo.

Nella parte inferiore del pilastro riusciamo a distinguere il basamento, più largo, ed un piccolo spazio liscio con due archetti disegnati in linea sottile. Qui si trova una formella raffigurante un Agnus Dei ed una scena di vita nel chiostro, di cui sono raffigurati qui sinteticamente solo i due archetti sullo sfondo, ma di cui è disponibile un altro disegno a rilievo.

Nella parte inferiore della facciata, subito a destra del pilastro, possiamo sentire due linee spesse che vanno verso destra e si interrompono su una breve linea tratteggiata. Questo è l’arco del cancello per il giardino circostante la chiesa, addossato al suo lato destro e qui raffigurato solo in parte (perciò i puntini).

Sopra a questo arco però possiamo seguire una linea sottile che sale diritta, vicina e parallela al lato sinistro del foglio. È un lato del campanile, costruito di fianco all’abside e quindi arretrato rispetto alla facciata, che in parte lo copre. Seguiamo la linea fino in cima e, poco sotto al codice QR, troveremo infatti il tetto triangolare, da cui potremo ridiscendere lungo l’altro lato verticale finché non incontra la linea spessa del tetto, dietro cui scompare.

Subito sotto al tetto del campanile possiamo trovare, sempre in linea sottile, l’archetto appuntito di un’altra finestra ad ogiva, che si apre sulla cella campanaria. Questa in realtà è una bifora, ovvero una finestra con due aperture: non sono state rappresentate per facilità di lettura e perché, dal nostro punto di vista, la finestra si allinea con la cuspide di destra della facciata, che potremo facilmente individuare al suo interno e che a sua volta poggia in cima al rilievo del pilastro laterale. Il campanile è rappresentato in dettaglio in un’altra mappa tattile.