La mappa rappresenta lo stemma dell’abbazia e villaggio di Mirasole.
Segni convenzionali
- Le superfici a puntini sono abaco e base del capitello;
- la superficie liscia è lo sfondo dello stemma;
- la superficie piena a rilievo rappresenta falce di luna e raggi di sole;
- le linee continue di varie forme sono gli altri dettagli del disegno;
- la linea continua spessa è il contorno dello stemma ed il lato del capitello.
Il sole e la luna
Disponete la mappa in verticale con in alto a destra il riquadro del codice QR. Troverete così lungo il lato inferiore la scritta “Stemma di Mirasole: l’eclissi” in nero e braille.
Percorrete ora il foglio con entrambe le mani dall’alto verso il basso. Troverete una prima superficie orizzontale oblunga a puntini, poi una superficie solcata da varie linee, in cui si distingue una superficie a rilievo tondeggiante; all’esterno della stessa, lungo il suo lato sinistro, compare una lunga linea continua e curva. Continuando a scendere, troverete un’altra superficie a puntini oblunga, più corta dell’altra, appena sopra alla scritta.
Le superfici a puntini e la lunga linea curva compongono la sagoma semplificata del capitello dell’Abbazia su cui compare lo stemma: le due parti oblunghe che abbiamo individuato ne sono infatti le cornici superiore e inferiore, ovvero rispettivamente l’abaco ed una sorta di anello alla base del capitello. La linea verticale sulla sinistra, leggermente ricurva, rappresenta il lato del capitello su cui è scolpito lo stemma.
Racchiusa tra questi tre dettagli troveremo una linea spessa che disegna e circoscrive lo stemma vero e proprio, a sua volta composto da una serie di linee e rilievi su una superficie liscia. Sentiremo che questa linea è orizzontale e parallela all’abaco nella parte superiore, mentre i due lati verticali scendono diritti e poi si ricongiungono in un vertice in basso, disegnando la caratteristica forma a “scudo” di alcuni stemmi.
All’interno di questo contorno, vale a dire più o meno al centro del foglio, cerchiamo di ignorare per ora le linee e concentrarci sulle superfici piene a rilievo. Sentiremo una superficie circolare da cui partono verso l’esterno, a raggiera, alcune linee sottili molto fitte e altre forme piene leggermente arricciate.
Queste forme sono il sole e la luna, che sono simboli legati alla vita agricola ma anche a quella religiosa dell’Abbazia. Cerchiamo ora di comprenderle meglio.
All’interno della superficie circolare, nella parte con fondo liscio, troveremo alcune linee sottili. Potremmo individuare rapidamente, nella metà superiore del cerchio, gli ovali di due occhi con pupilla e le rispettive sopracciglia, tracciate con due linee un po’ aggrottate. Tra i due occhi scende la forma del naso, sotto la quale si trova il piccolo archetto a rilievo della bocca; ai suoi lati, due doppie linee curve, a “tendina”, simboleggiano due guance paffute.
Abbiamo appena toccato la luna, raffigurata con volto umano perché simboleggiante la comunità dei fedeli. Ci appare qui sovrapposta al disco solare, simbolo invece divino, come in un’eclissi: la parte visibile infatti è quella che sentiamo, a rilievo, intorno al volto.
Tutt’attorno ai due dischi troviamo i raggi, che sono proprio quelle forme che avevamo sentito anche prima, avvicinandoci al centro dell’immagine. Alcuni raggi, quelli pieni a rilievo, sono più sinuosi e sono otto. Tra di loro, invece, disegnati con linee sottili abbiamo dei raggi dritti e acuminati, che sono tra i tre e i sette per ogni spazio tra due raggi spessi.
In alcune interpretazioni, le due figure sono invertite: nell’emblema della Provincia e poi Città metropolitana di Milano, diretto discendente di questo stemma, al centro c’è il sole (di colore giallo, come i raggi) e la forma rotonda tutt’attorno è la falce di luna (grigio-argento). Possiamo infatti sentire che in alto a destra il rilievo del disco va stringendosi: si tratterebbe, in quest’altra lettura, delle due estremità della falce raffigurate come congiunte.