La mappa rappresenta il prospetto del campanile di S. Maria dell’Assunta nel complesso dell’Abbazia di Mirasole ad Opera (MI), e nello specifico i suoi piani superiori.
Segni convenzionali
- Le linee disegnano alcuni elementi del prospetto come i fregi e le cornici dell’edificio, le sagome delle finestre;
- le linee ingrossate disegnano i marcapiani e la colonnina della bifora;
- le superfici piene a rilievo raffigurano gli archetti delle finestre, il tetto e la decorazione apicale;
- la superficie a puntini rappresenta la copertura dell’Abbazia, che si sovrappone ai piani inferiori del campanile.
La sommità e la cella campanaria
Disponete la mappa in verticale con in alto a destra il riquadro del codice QR. Troverete così in basso a sinistra la scritta “Il campanile” in nero e braille.
Percorrete ora il foglio con entrambe le mani dal basso verso l’alto: incontrerete subito un’estesa superficie a puntini. Questa simboleggia il tetto dell’Abbazia, che copre parzialmente il campanile ed ostruisce la nostra visuale.
Proseguiamo verso l’alto e riconosceremo agilmente la forma slanciata del campanile, attraversata da una serie di linee e aree a rilievo di varie forme, e che culmina con un grande triangolo pieno, sormontato da una specie di ampolla ed una forma circolare da cui partono tante piccole punte.
Queste ultime due forme sono una rappresentazione sintetica di un elemento decorativo simile ad una banderuola che si trova in cima al campanile. È in metallo ed è costituito dal Sole di Mirasole (da cui partono, aguzzi, tanti piccoli raggi) posto in cima ad un calice. Entrambe le sagome sono riconoscibili nel rilievo in cima al tetto, la cui falda triangolare è anch’essa raffigurata con superficie piena. Al Sole ed ai suoi significati è dedicato un altro disegno a rilievo.
Dai due estremi del tetto, se portiamo le dita verso il fondo del foglio, possiamo seguire due doppie linee continue: il campanile ha infatti otto cornici in mattoni decorative che corrono lungo i suoi spigoli. Qui ne abbiamo solo due perché è raffigurato solo uno dei quattro lati del campanile, trattandosi di un singolo prospetto.
Sempre sotto al tetto, ma al centro del campanile, possiamo trovare un archetto ad ogiva (ovvero a punta) disegnato in superficie piena a rilievo. È una forma caratteristica dell’architettura gotica, presente anche altrove nella facciata dell’edificio, che è infatti un tardo rappresentante (XV sec.) di questo stile.
Questo archetto in mattoni incornicia la bifora che dà sulla cella campanaria, il piano più alto della torre dove stanno appunto le campane. Una bifora è una finestra con due aperture, generalmente separate da una colonnina: possiamo individuare quest’ultima, sempre in superficie piena, scendendo in verticale dalla punta dell’arco e superando un piccolo cerchio vuoto, che è un piccolo oculo aperto nel fronte della bifora. Ai due lati della colonnina, partendo dalla sua cima come gli zampilli di una fontana, possiamo invece seguire il profilo delle luci della bifora, che riconosceremo essere ad ogiva anch’esse.
Sotto la bifora sentiremo una spessa linea orizzontale. Questo è l’inizio del marcapiano, che è ricoperto da un davanzale in metallo. Subito sotto troveremo un’altra fascia orizzontale che potrebbe apparirci come una sorta di righello, ma sono in realtà una serie di archetti disposti fra altre due linee orizzontali: è un motivo decorativo in laterizio, costituito appunto da una serie di archi sempre ad ogiva. Anche questo ritorna sulla facciata della chiesa, rappresentata in un altro disegno a rilievo.
Scendiamo, e riconosceremo un altro archetto ad ogiva a rilievo che incornicia una finestra più piccola, disegnata con una doppia linea sottile. Questa è la finestra più piccola e ad una luce che si apre sul piano inferiore alla cella campanaria.
Sotto a questa finestra troveremo replicata la stessa organizzazione del marcapiano che abbiamo già visto: la linea spessa del cornicione ricoperto dal davanzale in metallo e, poco sotto, il motivo decorativo ad archetti.
Proseguendo verso il basso, la nostra visuale viene presto interrotta dalla superficie a puntini del tetto. Possiamo immaginarci i piani inferiori del campanile con finestre della stessa dimensione dell’ultima incontrata, o via via più piccole: per ragioni di statica, è infatti frequente che le finestre ai piani più alti del campanile siano più grandi, in modo da alleggerire il peso sul resto della struttura ed ammortizzare le oscillazioni prodotte dalle campane.