L’EVANGELISTA

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Il disegno rappresenta uno dei quattro Evangelisti affrescati sulla volta dell’abside di S. Maria Assunta, parte dell’Abbazia di Mirasole ad Opera (MI).

Segni convenzionali

  • Le linee continue disegnano i contorni dell’Evangelista ed alcune altre forme del disegno;
  • le superfici piene a rilievo tracciano alcuni dettagli del trono ed il profilo dello scrittoio a cui è seduto l’Evangelista, così come le aureole ed il mantello dell’angelo;
  • le superfici a puntini sono la superficie del trono.

Prima esplorazione

Disponete la mappa in verticale con in alto a destra il riquadro del codice QR. Troverete così la scritta “L’Evangelista”, in nero e braille, in basso a sinistra.

Percorriamo ora la mappa a due mani dall’alto verso il basso. Troveremo un’immagine che, da una punta a rilievo scanalata, si allarga in una varietà di superfici, soprattutto a puntini sull’esterno, più attraversate da linee verso l’interno. Sentiremo poi anche una parte più consistente a rilievo in basso a destra. Complessivamente, la forma ci apparirà vagamente triangolare, o trapezoidale.

La ragione è da ricercarsi in un tentativo dell’artista di raffigurare la prospettiva: la parte inferiore dell’immagine, più vicina a noi, è di dimensioni maggiori, mentre la figura si stringe andando verso l’alto, più distante. Il punto di fuga, verso cui le forme convergono, è più o meno il vertice di questo triangolo.

Il perché di questa scelta è da ricercarsi nel fatto che, per vedere l’originale, dovremmo guardare verso l’alto: gli Evangelisti sono infatti affrescati sulle quattro vele di una volta a crociera a copertura dell’abside di S. Maria Assunta. L’artista, o gli artisti (sappiamo solo trattarsi di maestranze lombarde del XV secolo), hanno quindi scelto di enfatizzare ulteriormente la prospettiva con quello che potremmo chiamare un “effetto speciale”.

Nell’iconografia tradizionale, ogni Evangelista è anche associato ad un simbolo: quello raffigurato in questo disegno a rilievo è San Matteo, come rivelato dall’angelo, che è appunto il suo simbolo. Lo troviamo in basso a destra, dove avevamo individuato un grumo di superficie piena a rilievo, che è il suo mantello; i solchi che lo attraversano ne sono le pieghe.

Poco sopra le due pieghe ondulate inferiori, che si estendono più o meno da destra a sinistra, troveremo una superficie liscia attraversata da alcune spesse linee. Potremmo individuare le dita dell’angelo, che pendono all’interno della superficie piena, ed il libro aperto che regge, sul cui lato sinistro intravediamo, orizzontali, le dita dell’altra mano. Seguiamo verso l’alto la linea quasi verticale che separa petto e manica della tunica ed arriveremo al volto.

L’angelo ha capelli lunghi ed è di profilo. Per individuare i suoi sintetici e ridotti tratti somatici (taglio della bocca, naso a punta, occhio e sopracciglio sinistro) possiamo cercare la mezzaluna a rilievo dell’aureola, che ne avvolge la testa. Partendo dalla sua spalla ed arrivando sopra l’aureola troveremo invece l’ala, raffigurata da una serie di “gocce” spesse a rilievo disposte ad arco, che potremmo sentire come una sorta di zigrinatura.

San Matteo sul trono

Come gli altri tre Evangelisti, qui non raffigurati, San Matteo è seduto su una sorta di trono: ai suoi piedi c’è l’angelo che abbiamo appena descritto, e davanti a lui uno scrittoio sul quale sta scrivendo il Vangelo.

Se dall’angelo ci spostiamo a sinistra, incontreremo la prima gamba del tavolo, in superficie piena con scanalature lungo gli angoli e attorno ai piedini. Percorriamola verso l’alto ed incontreremo un altro sottile pieno più o meno orizzontale (leggermente “imbarcata” per via della prospettiva applicata alla volta), ovvero il bordo del tavolo. Superando un breve spazio vuoto in basso lo troveremo raddoppiato da una linea spessa che sarebbe, in prospettiva, il margine più distante del tavolo, visto dal basso. Verticale e quasi speculare all’altra, sempre in rilievo scanalato possiamo trovare l’altra gamba del tavolo più o meno all’estremità sinistra dei due elementi orizzontali.

Ora che abbiamo individuato la forma dello scrittoio, sotto di esso troveremo una serie di linee verticali, ondulate ed increspate: sono le varie pieghe della tunica di San Matteo, che arrivano a coprirgli i piedi. Il margine inferiore è disegnato con una linea leggermente più spessa.

Torniamo ora al margine superiore del tavolo, quello in prospettiva più vicino a noi e quindi rappresentato con la linea più grossa. Appena sopra, appoggiate ad essa, troviamo le mani dell’Evangelista disegnate in linea spessa: possiamo individuare le dita come una sorta di “pettine”. L’elemento orizzontale è un pennino, essendo San Matteo rappresentato in fase di scrittura.

Il pennino però è orizzontale, sorretto fra le mani: la scrittura è sospesa, e l’autore sta forse riflettendo su come procedere, o ricevendo l’ispirazione. Se infatti portiamo le dita ancora più in alto rispetto alle mani, troveremo un volto assorto in concentrazione. Passata la linea del collo dovremmo poter riconoscere i tratti somatici all’interno dell’ovale del viso; le sopracciglia sono leggermente inarcate, i pallini a rilievo delle pupille guardano in basso a sinistra, le due linee che disegnano le labbra sono relativamente strette.

San Matteo ha i capelli lunghi e mossi, e possiamo sentirli disegnati in sinuose linee continue ai lati del volto. Come l’angelo, anche lui ha un’aureola: la troviamo, semicircolare e a rilievo, attorno alla testa. La sentiremo anche coprire parzialmente una fascia a puntini dai contorni geometrici. È una parte del trono riccamente decorato su cui siede l’Evangelista, e nello specifico una cornice che, nell’affresco, appare ricoperta di intarsi marmorei che compongono un gioco di triangoli chiaroscuri.

Altra sezione decorativa del trono, andando verso l’alto, è una fascia orizzontale (attraversata nell’affresco da una serie di losanghe) raffigurata qui con un rettangolo liscio fra due cornici spesse a rilievo, una sopra ed una sotto. Salendo ancora, troveremo il “vertice” a rilievo del trono da cui è cominciata la nostra lettura: è una sorta di baldacchino o edicola lungo cui si aprono una serie di archetti gotici. Possiamo distinguerne le forme aguzze disegnate da una linea negli spazi vuoti fra le colonne.

Il resto del trono si sviluppa verso il basso con motivi decorativi speculari, e quindi ne affronteremo solo il lato sinistro, segnalando dove ci sono eventuali discrepanze col destro. Come detto all’inizio, la forma va allargandosi verso l’esterno per via della scelta di amplificare la prospettiva.

Torniamo all’estremità sinistra della fascia a puntini che interseca l’aureola di Matteo. Troveremo una breve cornice in rilievo appena sotto, e poi un’altra area a puntini grossomodo verticale, ma attraversata da due spazi lisci. Nell’affresco sono incisioni nel trono che ricordano le finestre di una cattedrale, e ne hanno infatti la forma allungata.

Accanto alla “finestra” superiore, se portiamo le dita a destra in direzione del volto di Matteo, troveremo un’altra forma a campana, disegnata con linea continua e attraversata da un segno a rilievo orizzontale. È una nicchia all’interno della quale si trovano dei libri, rappresentati qui in maniera molto sintetica. Ne troviamo altre due sul lato destro.

Torniamo al lato sinistro del trono e proseguiamo verso il basso. Troveremo un’altra cornice a rilievo, poi la superficie a puntini si allargherà, attraversata da alcune linee spesse. Stiamo guardando il bracciolo, che arriva fino a terra con una sorta di pilastrino. Tra due cornici, raffigurate come al solito con una spessa striscia a rilievo, troviamo una superficie poligonale liscia, con al suo interno un rombo disegnato in linea continua. Anche qui, nell’affresco, abbiamo una decorazione che assomiglia ad un intarsio marmoreo di figure triangolari.

Se ci spostiamo invece sul bracciolo destro, lo sentiremo parzialmente coperto dall’angelo e dalla sua ala. Così come i simboli degli altri Evangelisti – il leone, il bue e l’aquila – l’angelo è seduto su un largo basamento, che non è qui raffigurato perché uscirebbe dai confini del disegno, ma che ricalca grosso modo il profilo del trono.